PDRN e Skin Quality
L'ultimo trend che arriva dalla K-beauty è racchiuso in una sigla: PDRN. Protagonista dei cosmetici di ultima generazione, questo attivo ha introdotto nell’approccio alla skincare un cambio di paradigma, da anti-age a pro-age.
Ottobre 2026
Ma sappiamo veramente che cos’è il PDNR e come agisce sulla pelle? Con l’aiuto della Dott.ssa Benedetta Basso, cosmetologa AIDECO (Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia) e docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, impariamo a conoscere le proprietà di questo ingrediente cosmetico, per un utilizzo consapevole.
L'ultimo trend che arriva dalla K-beauty è racchiuso in una sigla: PDRN. Ci può spiegare di cosa si tratta e perché ha tanto successo in ambito skincare?

Dott.ssa Benedetta Basso
PDRN è un acronimo che sta per “polideossiribonucleotidi”: in parole semplici, piccoli frammenti di DNA purificato, ricavati tradizionalmente dalle gonadi di salmone o di trota.
Sono utilizzati da anni in medicina estetica, per via iniettiva per trattamenti di biostimolazione che mirano a migliorare la qualità complessiva della pelle, la cosiddetta skin quality.
Gli effetti riguardano la texture della pelle, l'elasticità, le rughe sottili e l'aspetto delle cicatrici.
Li troviamo anche nei cosmetici come ingredienti che agiscono sulla texture, sull’invecchiamento cutaneo e sulla funziona barriera, e il loro successo ha due ragioni principali. La prima è un cambio di mentalità del consumatore: si passa dall'idea di "riempire e correggere" a quella di "stimolare e rigenerare", cioè a una bellezza meno invasiva, che aiuta la pelle a fare da sé.
La seconda, anche grazie alla K-beauty, è che rientra in tutti quei cosmetici ispirati alla medicina estetica: formule ricche di attivi che possono anche affiancare i trattamenti, sia prima sia dopo la seduta.
Un chiarimento, però, è indispensabile: un cosmetico, anche con PDRN nella sua formulazione, non è un trattamento di medicina estetica.
Esistono diverse tipologie di PDRN?
Sì e si distinguono soprattutto per origine e per dimensione delle molecole.
Origine. La forma più studiata è quella ricavata dalle gonadi di salmone o trota. Esistono poi i polinucleotidi di origine vegetale, ottenuti da microalghe, fermentazione batterica o piante come ginseng, riso e tè verde, interessanti anche per le formule vegan.
Dimensione. Più le molecole sono piccole, più hanno possibilità di raggiungere gli strati più profondi dell’epidermide.

C'è poi un consiglio pratico: leggere l'INCI, cioè l'elenco degli ingredienti, perché il termine "PDRN" può nascondersi dietro nomi diversi:
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Sodium DNA è la forma più comune nei cosmetici;
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Sodium DNA/RNA è una miscela di frammenti di DNA e RNA;
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Hydrolyzed DNA indica DNA spezzettato in frammenti più piccoli.
Quali sono le principali azioni che svolge questa molecola e per quali tipologie di trattamenti cosmetici può essere indicata?

Gli studi scientifici riportano diverse azioni dei PDRN, in particolare: promuovono la stimolazione dei fibroblasti per la produzione di collagene, migliorano l’elasticità cutanea, agiscono su rughe perioculari e rughe sottili del viso, possono avere azione lenitiva e supportare la funzione barriera (con conseguente aumento dell’idratazione) e nel complesso si evidenzia un miglioramento della texture cutanea.
I cosmetici formulati con PDRN possono essere utilizzati da tutti, a tutte le età? Quali consigli si possono dare per una skincare consapevole?
I PDRN, in sinergia con altri ingredienti, danno buoni risultati sulle pelli mature, segnate dall’invecchiamento e dal fotoinvecchiamento, e nei momenti in cui la pelle ha bisogno di rinforzare la propria barriera cutanea.
Sulle pelli giovani e sane, non ancora con i segni dell’età, è meglio puntare su una detersione corretta, una buona idratazione e la protezione solare.

Qualche accorgimento utile:
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Leggere bene l’etichetta e l’elenco degli ingredienti.
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Avere aspettative realistiche. Una cosmetico con PDRN lavora sugli strati superficiali della pelle e non può dare i risultati di un trattamento di medicina estetica.
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Controllare l'origine. Chi è allergico al pesce può orientarsi su prodotti con PDRN di origine vegetale oppure chiedere consiglio a un professionista.
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Non dimenticare la protezione solare, da usare ogni giorno: nessun ingrediente può sostituirla.
